Ti osservo quando
credi di essere sola,
non per il gesto che fai,
ma per quello che trattieni.
C’è un angolo d’ombra
tra la tua bocca
e ciò che non dici,
ed è lì che si ferma
il mio sguardo,
insistente, indelicato,
come un dito su un livido
che non fa più male
ma che vuoi sentire ancora.
Non voglio sapere chi sei.
Voglio sapere cosa nascondi
quando sistemi i capelli
davanti allo specchio,
che pensiero ti attraversa
un secondo prima di sorridere.
Seguirti con gli occhi
nel punto esatto dove
la tua calma si incrina,
e restare lì, in quel piccolo
disastro, un’ istante di troppo.
Mirella Narducci

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