Ti sto aspettando,
sulla soglia di pietra
dove il tempo si è fermato.
Il mio abito è bianco,
come l’ultimo respiro dell’inverno,
come una promessa che
non ha voluto morire.
La nebbia sale lenta tra le croci,
il tramonto colora d’oro i muti cipressi.
Le foglie cadono ai miei piedi,
ma io non le sento.
Ho smesso di contare gli autunni.
Ho smesso di sentire il freddo della pietra.
Resto qui, davanti a questa porta scura,
perché so che prima o poi tornerai.
E se tarderai,
non avrò paura.
Perché in ogni tramonto
c’è il tuo ricordo che mi sfiora.
Mirella Narducci

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