Non arrivano urlando,
le maree delle emozioni.
Si ritirano in silenzio,
lasciano il bagnasciuga
vuoto pulito di conchiglie
e di impronte.
A volte è alta marea di gioia
e tutto luccica, brilla
l’acqua ti arriva al cuore
e ti sembra di poter nuotare.
A volte è bassa marea di malinconia,
e resti lì, a piedi nudi sul fondo fangoso
a guardare cosa è rimasto:
un vetro levigato, un nome a metà,
un sasso che credevi perso.
Ho imparato a non costruire
case troppo vicine alla riva.
A non trattenere l’acqua con le mani.
Lascio salire.
Lascio scendere.
Perché nessuna marea resta per sempre,
ma il mare…il mare resta.
Mirella Narducci

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