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DIARIO DELLA PRIMA DONNA

Agli albori della vita, nel pied à terre di una caverna accessoriata di tutto, viveva una famigliola, padre, madre e due figli maschi  i loro nomi erano Adamo, Eva, Caino e Abele. I ragazzi vivaci come tutti, non sapevano di avere dei genitori famosi per aver conosciuto l’Ente Supremo Dio in persona. Eva avendoli partoriti con gran dolore se ne guardava bene di rimanere di nuovo incinta, anche perché quel suo povero marito per mantenerli sudava sangue. Un giorno solo in casa Abele trovò dietro un masso della caverna che faceva da ripostiglio dei completini a foglia di fico, un torsolo di mela rinsecchito e il diario di sua madre. La sera stessa, il ragazzo alla luce di un focherello iniziò a leggere curioso di sapere i segreti che nascondeva. Eva per grazia divina sapeva scrivere, raccontava della magnificenza del Paradiso, di come viveva senza alcun pudore, nuda cosi come il suo uomo Adamo. Bellissimi nella loro spensieratezza, favoriti della amicizia  di Dio loro padre, viziati ed amati. Per Eva, Adamo fu in assoluto il primo uomo, fisicamente prestante, affascinante ma non aveva la virilità di costruirsi un entità indipendente era a ricasco del Padre suo Signore e padrone. Eva come tutte le donne ambiziosa e curiosa non passava giorno di ricordare ad Adamo di farsi valere, di essere più intraprendente. Eternamente annoiati da questa vita di agi, cercavano distrazioni come fa ora il genere umano. Fu proprio in un periodo d’insoddisfazione che Eva stupenda e sensuale cedè alle attenzioni di un essere più animale che uomo, con una lingua biforcuta che suadente le mise nella testa idee molto ambiziose che inducevano alla trasgressione. Si fece convincere che una innocente mela avrebbe cambiato in meglio la loro vita dando ad entrambi un intelligenza superiore. Le manie di grandezza sono insite nell’uomo ma non lo fanno grande, ben diverse sono le qualità per sentirsi superiori! Eva peccò da quel giorno che nacque una splendida virtù chiamata “Disubbidienza” Il loro Creatore era molto permaloso e della curiosità ne fece un peccato! Eva scrisse nel diario che da quel giorno che fu cacciata dal Paradiso, non si straccio i capelli, non inveii ne pianse, ma stretta al suo uomo iniziò la battaglia per la sopravvivenza. Ciò potrà sembrare eretico ma nell’ultima pagina del diario si leggeva:- Non sono pentita, non siamo animaletti domestici capaci solo di farla nella sabbietta…Siamo esseri umani che creano la loro vita con le unghie e coi denti!- La curiosità non è un peccato ma la contrapposizione alla passiva accettazione dall’insegnamento calato dall’alto…questa curiosità costò il Paradiso ad Eva. In seguito solo Maria Santissima venne in soccorso alla madre di tutte le genti riportando nel mondo il perdono e l’obbedienza. Abele chiuse il diario segreto, si guardò intorno, la caverna, la povertà la durezza dei giorni che lo vedevano protagonista della sua vita, non lo preoccuparono perché era sicuro che quel Paradiso lo avrebbe riconquistato con la bontà e l’amore.

Mirella Narducci

Published inracconti

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